Cielo

Sempre di vento si tratta

Oggi sono passato dall’acqua all’aria, ma è sempre il vento il protagonista, anche se in questo caso parzialmente autoprodotto!

Ho fatto, con un amico un giro in aeroplano nella zona dei laghi, oggi ne abbiamo visti un po’ Lugano, Maggiore, Varese, Como e qualche altro li vicino.

Avere una visione dall’altro è una cosa meravigliosa, vedere l’insieme del paesaggio, e cercarne i dettagli che di solito vedi da un’altra prospettiva è bellissimo.

Il volo lo avevamo fissato due settimana fa, sperando nel bel tempo. Oggi è una giornata fantastica, serena e tersa. E’ incredibile come abbiamo azzeccato questa finestra tra due perturbazioni, una già passata, ed una in arrivo fra qualche giorno. A volte la fortuna bacia gli audaci.

Da quando vado in barca ho imparato a fare pochi programmi, un generico canovaccio dove poterci far stare quello che mi vorrei fare, più variabili per poi adattarlo alla situazione reale. Non è sempre facile da far comprendere che si può immaginare una tendenza meteorologica (ma non solo), ma le cose diventano chiare solo quando ci avviciniamo al periodo che abbiamo scelto. E’ un insegnamento che sto usando anche in altri ambiti, sia lavorativi (in fondo cerco di insegnare a navigare nella complessità) che personali. Come si dice, la vita quello che ti accade mentre fai progetti.

Come tante delle cose che faccio, anche volare con uno aereo piccolo mi fa un po’ paura. Un aereo ad elica amplifica le sensazioni, sembra un giocattolo e, generalmente, è molto piccolo. Il rumore è forte e copre le voci, oggi avevamo le cuffie con gli interfoni, che un po’ isolano e ti fanno sembrare di essere in una atmosfera ovattata.

Alla partenza senti un primo scossone ed inizi a muoverti. E’ la terza o quarta volta che volo con un aereo ad elica, sempre con il mio amico, e questa volta ero già preparato. Oltretutto l’aereo era più grande degli ultimi essendo un quattro posti.

Staccarsi da terra è un’emozione indescrivibile, senti di essere risucchiato verso l’alto, ma a differenza di un volo di linea, hai tutto li vicino, vedi tutto sia davanti a te, che la grossa novità, che di lato. Poi si vola a quote relativamente basse, e tutto è ben visibile, le case, le macchine, le persone, i dettagli del paesaggio.

La vista dall’alto, che mi piace moltissimo, è come la visione d’insieme che a me viene molto bene. Cogliere i dettagli ma riuscire ad astrarsi da loro per tenere solo quello che li unisce. Ho scoperto di essere bravo in questo, di saperlo fare e di saperlo usare. Ti aiuta ad arrivare prima al punto, alla soluzione, senza disperderti in mille rivoli, ma continuando ad andare nella direzione giusta.

Quasi un anno fa facevo un volo, significativo per me, tornando in Calabria da mio padre (troppo tardi purtroppo) e ricordo benissimo la giornata magnifica che c’era. Cercare tutti i dettagli della costa tirrenica che in parte conosco dal mare, l’Arcipelago Toscano, e poi la Sicilia, la Calabria e lo Stretto sempre magnifico. Mi sono nutrito di quella bellezza, non sapendo quanto mi sarebbe servita appena atterrato.

Ecco l’atterraggio è un altro momento che con questi voli cambia tantissimo. Vedere la pista davanti a te che si avvicina, percepire oltre che con la pancia, con gli occhi, che l’altitudine sta diminuendo costantemente ed i dettagli diventano sempre più grandi e vicini è incredibile.

E poi tocchi terra, e ti rilassi, finalmente!


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