Fritto commemorativo milanese
Descrivere la mancanza è difficile, anche se molte volte indugiamo nell’esercitare la nostra parola con frasi negative.
Trovare le parole per descrivere la mancanza di una persona fa si che vengano in mente le cose che abbiamo fatto assieme, che abbiamo condiviso, discusso, battagliato, rimandato. Ha il piacevole effetto di farci sentire la presenza.


Io ho deciso di ricordare Peppino friggendo e bevendo. In fondo sono diventato un friggitore grazie alle sue richieste ed alla sua innata capacità di trovare sempre almeno un difetto. Un tempo questa modalità su di me aveva l’effetto di bloccarmi. Se non c’era speranza di fare bene, tanto valeva non fare per niente. Con il tempo sono riuscito ad apprezzarne la modalità, ed a ritrovare, a volte, la voglia di competere, di fare bene.
Stamattina, in una chiacchiera telefonica, ripensando a due anni fa e al tempo passato, mi sono ritrovato a dirmi che non sono arrabbiato, come lo sono stato per la morte di mia madre. Abbiamo passato molto tempo assieme nel 2021 e nel 2022. Un tempo regalato che, dopo qualche aggiustamento iniziale, ci siamo goduto. Ci siamo detti tante cose e molti nodi si sono sciolti. O meglio, mi sembra sia così.
La mancanza passa dal non avere qualcuno da sfidare, da contraddire, da convincere che la tua idea va bene, e non puoi fare a meno di seguirla. Passa dal non poter più assaporare quel gusto di quando avevi fatto una cosa bene e ti veniva riconosciuta. Passa dal chiederti che cosa ti avrebbe detto il Peppino.
Ti senti un po’ senza una guida, e forse crescere è proprio questo, non avere, anche volendo, qualcuno con cui far valere le tue idee. Certo ci sono altre persone, altre relazioni, con cui si discute e ci si contrappone, ma i genitori hanno un potere che, per fortuna (nostra e loro), agli altri non diamo.
Ammetto di avere ancora un certo disorientamento rispetto a questo. Non ho ancora trovato l’equilibrio tra il sentirmi diciamo “libero” e il trovare la mia strada. Come se un posto si fosse liberato, ma ancora nessuno ci si è seduto di nuovo.
Chissà cosa direbbe il Peppino.
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Anch’io ho nostalgia di quei due… fosse solo dell’odore o della contrapposizione, che ti diceva chi eri rispetto a loro.
Come quando un appoggio viene meno e sei in bilico tra cadere e trovare un nuovo punto di equilibrio. Un abbaccio, tesoro.
Giuseppe